I Big Data nella gestione della catena di distribuzione

Raccogliere, analizzare e trasformare le informazioni per rispondere ai cambiamenti del mercato

Il management della supply chain, per dirla con un’espressione tecnica inglese, è fondamentale per l’andamento di qualunque azienda, specialmente in un’ottica di  miglioramento delle prestazioni e del fatturato.

In quest’ottica, oggi, i Big data sono diventati forse la risorsa e al tempo stesso lo strumento più importante per la gestione della catena di produzione e distribuzione. Nella nostra quotidianità, siamo circondati da una mole di dati pressoché infinita, sia quelli che riceviamo, sia quelli che (soprattutto) inviamo. Parliamo di informazioni personali, abitudini, preferenze, orientamenti che, in un’ottica di business, diventano molto preziose nei processi decisionali aziendali. Il vantaggio competitivo, oggi, si ottiene proprio grazie a questa mole di dati, raccolta e trasformata dalla tecnologia direttamente in fatturato. Vediamo perché.

Con i cambiamenti introdotti dalla tecnologia digitale, le aziende hanno l’imperativo di procedere a grande velocità, gestendo i rischi e rispondendo al mercato quasi in tempo reale, e soprattutto con assoluta precisione. Il mercato infatti da tempo si sta muovendo verso la customizzazione del prodotto, ovvero nella direzione della soddisfazione del cliente in tutte le fasi, dallo sviluppo alla consegna.

Per fare questo è necessario sviluppare una programmazione strategica e una pianificazione operativa su misura, soprattutto per ottimizzare i costi della logistica.

Come? Semplice (a dirsi, almeno): raccogliendo, analizzando e trasformando i dati, rispondendo subito alla domanda, quindi ai cambiamenti del mercato.

Ecco che entra in scena i Big data , ovvero tutte quelle tecnologie e metodologie di analisi utili per analizzare, estrapolare, utilizzare e collegare l’immensa quantità di dati non strutturati ed eterogenei, al fine di prevedere i movimenti del mercato e capirne i fenomeni, ridurre al minimo i rischi e ottimizzare le prestazioni.

Molte aziende oggi hanno a disposizione questa enorme mole di dati che proviene in gran parte dal web e dai dispositivi mobili, ma non riescono a utilizzarla nel modo migliore, non riescono nello specifico a trasformare i dati in energia per il proprio business, sia per quanto riguarda i processi strategici, sia nella definizione dei canali di distribuzione.

Allo stesso tempo, però, queste aziende hanno a disposizione tutte le carte per rivoluzionare il settore: la tecnologia ha creato robot, droni, veicoli a guida autonoma, stampanti 3D e altre diavolerie che possono (e lo faranno di sicuro) cambiare radicalmente il sistema delle catene di distribuzione.

In questo momento, e ancora di più in futuro, la logistica dovrà essere in grado di offrire un servizio cucito su misura per ogni utente, quindi di creare piattaforme di consegna personalizzate.

Per raggiungere questo obiettivo, però la tecnologia da sola non basta. Ogni azienda dovrà anche riuscire a integrare le varie funzioni interne in un modello collaborativo aziendale che va dallo sviluppo del prodotto alla distribuzione, passando per la produzione, la vendita e la cyber security. In poche parole, ottimizzare ogni singolo processo integrandolo a tutti gli altri del sistema, creando una sinergia completa grazie a questa nuova rivoluzione tecnologica portata dai Big data.

Come si muovono i brand più importanti?

Le grandi aziende oggi guardano al futuro puntando sulla trasformazione della catena produttiva e di distribuzione, facendo proprie le nuove tecnologie e integrandole in modo sinergico all’interno di ogni comparto aziendale. Un vero e proprio cambiamento (soprattutto) culturale utile per implementare il fatturato e abbattere i costi (onerosi) della logistica.

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